Lo Zingaro e lo scarafaggio

di Valentina Bernocco
pubblicato lunedì 27 agosto 2012

Titolo: Lo Zingaro e lo scarafaggio
Autori: Marco Mensurati, Giuliano Foschini
Edizioni: Mondadori
Disponibile da: Amazon, Bookrepublic, Bol, Ibs
Prezzo: 9,99 euro

In tempi di campionato fresco di riapertura, polemiche redivive per lo scandalo scommesse, commenti sui movimenti del calciomercato e voglia di tornare a sedersi davanti alla Tv per gustarsi una bella partita, cade a fagiolo la lettura di Lo Zingaro e lo scarafaggio, di Marco Mensurati e Giuliano Foschini, proposto anche in formato ebook da Mondadori.

Un testo a metà strada fra romanzo e cronaca, che si propone come una rilettura in chiave narrativa delle vicende protagoniste di tanti programmi televisivi, notiziari e articoli di giornale in tema calcistico. O meglio sul tema di tutto ciò che ruota intorno al calcio, spesso rovinando il piacere e le gioie del tifo sportivo.



La storia – vera – raccontata è quella di Hristiyan Ilievski, lo “Zingaro”, il pregiudicato e latitante macedone che ha minacciato e corrotto centinaia di giocatori, fuggito dall’Italia nel giugno del 2011, nei giorni dell’arresto di Beppe Signori. Il libro è la rielaborazione romanzesca di un'inchiesta giornalistica durata oltre un anno, condotta per il quotidiano la Repubblica attraverso la consultazione di fonti dirette tra Roma, Bari, Cremona, Milano, Singapore e Skopje: “un road movie – si legge tra le note di copertina – sulle miserie del calcio italiano, tra i sogni di gloria di una banda sgangherata e la spietata ferocia delle mafie internazionali”.

Equipaggiato con una cicatrice sul viso, un passato di agente speciale, una Bmw bianca e una pistola carica, lo Zingaro è un antieroe tanto perfetto da sembrare soltanto un’invenzione letteraria. “Sei nato con il dono di saper giocare al pallone, ti è andata anche abbastanza bene perché alla fine in qualche squadra decente hai pure giocato, due soldi da parte te li sei messi, e se non eri così deficiente e senza palle, magari riuscivi a giocare una volta in serie A. In Champions League no, ma in serie A sì. Hai avuto un regalo, quella era la tua strada. La mia strada, invece, era avere la faccia del cattivo”.

 
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